Valido motivo per introdurre questa nuova discussione, credo che siano i recenti avvenimenti che hanno coinvolto base jumpers in vari incidenti in Italia e all'estero. Vedo che tutti si stanno chiedendo se è giusto supervisionare e regolamentare l'attività di base in genere, onde evitare o quantomeno limitare la soglia di "pericolo". Da parte mia non sono così sicuro che questo sia un "bene", anche perchè il base è sinonimo di "libertà " di scelta, senza dovere soggiacere alle limitazioni o imposizioni imposte da qualcuno che magari non mi "conosce"nemmeno. Questo chiaramente non si applica, quando qualcuno decide di "accompagnare" per la prima volta un'altra persona a saltare. Questo implica un grandissimo senso di responsabilità (cosa che poche volte viene applicata), e soprattutto una grande esperienza di Base e del sito in cui avviene l'attività. Credo anche che da noi (in Italia), solo pochissimi hanno queste qualità (i nomi sono sempre gli stessi ....che tutti noi conosciamo), e mi sembra doveroso elencarli, soprattutto per chi ha la ventura di leggere queste poche righe e la "vaghezza" magari di entrare in questo mondo.....e di farlo se possibile con le migliori garanzie di "riuscita" e magari anche divertendosi un sacco. Stò parlando , tanto per fare i nomi "principali" di Simone P.-Fabio A.-Giancarlo D.(anche se non più in attività)- Alex S.- e alcuni altri che hanno chi più chi meno un "notevole"bagaglio di esperienza, la quale è sempre (per il sottoscritto almeno) una sicura garanzia di sicurezza per tutti, indipendentemente da eventuali titoli di "istruttore" o cose del genere. Scopo di questa mia, è l'evidenziare il comportamento di vari base jumper nell'accompagnare alla "selvaggia" paracadutisti al loro primo base, come se dovessero andare al self service, assumendosi di fatto una responsabilità morale pesantissima, e magari non essendo in grado,per la loro scarsissima esperienza, di garantirenemmeno la propria di "sicurezza".
Si accettano critiche...
umberto




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